Numero 16 - giugno 2011

16 - giugno 2011: Il sesto continente
Il sesto continente
editoriale racconto
Pagina 5
Un uomo accompagnato da un piccolo entourage si nasconde da qualche parte nel mondo, presumibilmente nell’aria asiatica, protetto da un’organizzazione terroristica internazionale ormai ramificata e quasi impossibile da circoscrivere, oltre che da alcune medie potenze quanto meno ambigue quando si tratta di cooperare con i paesi occidentali. Per trovarlo, hai quanto di meglio possa offrire la tecnologia e una rete di intelligence che ogni anno spende più di 50 miliardi di dollari in operazioni di spionaggio e controspionaggio. Dopo averlo braccato per dieci anni, lo trovi e lo assicuri alla giustizia (divina): Justice is Done. Ma poteva essere individuato prima? E, se sì, come?

A provare a rispondere sono stati in tempi non sospetti alcuni ricercatori di UCLA, l’Università di Los Angeles, che nel 2009 hanno perfino pubblicato un paper: Finding Osama bin Laden. A firmarlo, Thomas W. Gillespie e John A. Agnew. Professori di storia, scienze politiche o diritto internazionale? No, sono insegnanti di geografia, nello specifico di teorie biogeografiche associate alla distribuzione della vita. In pratica, di come piante e animali si distribuiscono nello spazio e nel tempo. All’inizio, l’idea appare un po’ stramba, ma applicare il modello studiato per una specie di uccelli in via di estinzione al leader di Al Qaeda può avere un senso. Ne venne fuori che all’88,9% Bin Laden si sarebbe dovuto trovare nell’arco di 300 km dall’ultima posizione conosciuta, Tora Bora, in Afghanistan (Abbottabad, in Pakistan, dove è stato ucciso, si trova a 268). Certo, probabilmente all’epoca le informazioni dell’intelligence USA erano già più dettagliate dei risultati del team californiano, ma quando la scienza si mette in gioco avventurandosi in terreni più impervi delle valli del Waziristan, vale la pena di andare a dare un’occhiata.

Il metodo biogeografico utilizzato - che incrocia modelli teorici a osservazioni satellitari e sul campo - parte da due idee: la prima, denominata Distance-decay, prevede che più ci si allontana dalla “base”, più sia difficile trovare specie con le stesse caratteristiche; la seconda, quella dell’isola, sostiene che aree vaste e vicine abbiano più probabilità di garantire la sopravvivenza rispetto ad altre più piccole e scollegate tra loro. Per cui, Osama si doveva trovare in una zona che condividesse la sua cultura e in un punto sufficientemente popolato da renderlo invisibile.

La ricerca entra nel dettaglio, definendo scala globale, regionale e locale. Secondo la prima, si trovava al 98% nell’area di Kurram, in Pakistan; la seconda lo posizionava nella città di Parachinar, che garantiva i servizi sanitari essenziali; la terza in un edificio con caratteristiche precise: soffitti alti (Bin Laden sfiorava i 195 centimetri), muri di protezione di almeno tre metri, fornito di elettricità (per la macchina per la dialisi, un’informazione sul suo stato di salute poi smentita), con non meno di tre stanze (per ospitare la scorta e l’eventuale nucleo familiare) e un’area esterna protetta da alberi per gli avvistamenti aerei.

Non hanno scovato Bin Laden grazie alla ricerca di Gillespie e Agnew, né chi lo cercava forse era al corrente della sua esistenza. Ma incassare la taglia non era lo scopo dei due studiosi, che costruendo un modello teorico corretto sulla carta hanno voluto dimostrare come si potesse procedere a un’investigazione reale partendo da basi apparentemente tanto lontane. Per poi integrare i risultati - andrebbe aggiunto - con i dati di altri dipartimenti, a cominciare da quelli di storia e antropologia, per evitare banali passi falsi (come fa notare Murtaza Haider sul MIT International Review, Parachinar è a maggioranza sciita e Bin Laden era sostenuto dai sunniti, lì avrebbe avuto vita breve). E incrociando successivamente le conclusioni con quelle delle Agenzie governative, “armate” di satelliti dalle performance non commerciali. Trovare l’ago nel pagliaio, allora, potrà essere più semplice.
Il club dei filosofi che volevano cambiare il mondo
Lunedì 27 febbraio 1837, Charles Darwin tenne un discorso all'incontro della Philosophical Society di Cambridge. Quella sera stessa scrisse alla sorella Caroline del successo ottenuto, raccontandole con soddisfazione che due dei fondatori dell'associazione, Whewell e Sedgwick, avevano preso attivamente parte alla discussione che era seguita. Whewell, presidente della Geological Society, ne rimase così colpito che, meno di due settimane dopo, lo invitò a entrare in quell'istituzione in qualità di segretario. La lezione tenuta da Darwin riguardava una delle scoperte realizzate nel corso del suo recente viaggio a bordo dell'HMS Beagle: tubi di sabbia fusa [si tratta di fulguriti, n.d.r.] ritrovati vicino al Rio della Plata, in Sudamerica. Secondo lui, queste formazioni tubolari, che si creano quando un fulmine colpisce la sabbia, potevano servire a capire come essi penetrano nel terreno durante un temporale......
editoriali articoli rubriche
Control food
Due giovani ricercatori del MIT stanno sviluppando una stampante digitale 3D per... cibo. Difficilmente un giorno la troveremo nei negozi, ma le sue applicazioni potrebbero essere inaspettate.
Vivere dopo Castro
Da San Francisco a Milano: We Were Here è uno straordinario documentario sull'AIDS, raccontato dal punto di vista di chi è sopravvissuto alla fase iniziale.
L'autista è un uomo
Descritto negli anni 40 da Leo Kanner, pedopsichiatra americano, l'autismo colpisce oggi un bambino ogni 150. Non esistono esami efficaci, così la diagnosi è legata all'osservazione dei comportamenti. Uno strumento fondamentale per poter gestire la patologia dall'inizio e aiutare il piccolo paziente a comprendere il mondo che lo circonda e le regole sociali che determinano l'interazione con gli altri.
Un talento straordinario
È stata ribattezzata, amichevolmente, "la banda dei matti": un gruppo di disabili e di artisti circensi che portano in tournée uno spettacolo inedito. In Belgio, dove il progetto è nato, è stato un successo clamoroso. Adesso arriva anche in Italia grazie a Mirabilia, festival di teatro di strada che si apre l'8 giugno a Fossano. Sarà un'esperienza unica, una dimostrazione di come per entrare in contatto con il mondo dei disabili il contatto umano sia il passaggio più prezioso.
Fino a prova contraria
Sangue, il testimone che dà forma alle indagini.
Cuochi atomici
Basta un gel per un primo da chef. Parola di scienziato.
editoriali articoli rubriche
Le idee fanno strada
Sede di produzione di energia solare, eolica e geotermica, ma anche punto di raccolta e bonifica delle acque e dell'aria inquinata. Così la strada si trasforma da via di comunicazione a strumento di produzione in grado di autoalimentarsi. E si modifica anche l'arredo urbano che la caratterizza, dalle pensiline ai lampioni che diventano la base di una rete, intelligente e sostenibile.
Come un libro aperto
La conservazione del sapere ha superato l'epoca della carta stampata. Oggi la conoscenza è custodita in documenti elettronici, che richiedono a biblioteche ed editori un nuovo approccio. Alla Stanford University sono nati due progetti che sfuttando la tecnologia open source e il concetto di ridondanza possono mettere l'informazione, soprattutto scientifica, al sicuro.
La storia senza Garibaldi
Un libro ipotizza cosa sarebbe accaduto se l'Eroe dei due Mondi non fosse salpato dalla Liguria per unire il paese. E riflette su un ipotetico futuro nel quale le forze separatiste avessero la meglio, riportandoci a prima del 1861. Un gioco curioso, che ha coinvolto numerosi studiosi, ma anche una disciplina appassionante e attualissima, che tra romanzi, saggi e videogiochi piace moltissimo.
icaro italiano
Trasportare da Milano all'America cento persone in venti ore: era il sogno di Gianni Caproni, che nel nel 1919 progettò il Transaereo, un gigante dell'aria con tre celle triplane e otto propulsori che rimase per anni il modello più grande del mondo. Precipitò subito dopo il decollo, oggi quel che ne resta è esposto in un museo.
United States of China
Da produttore a basso costo (e grande importatore) a esportatore globale di tecnologia e prossimo leader del settore ICT. Grazie a investimenti sempre maggiori in ricerca e sviluppo, un sistema scolastico fortissimo e un’industria in rapida riconversione. Il dragone sta cambiando pelle: quali saranno le conseguenze?
Un giorno per caso
Voleva solo asciugare il vino. E ha inventato il cellophane.
editoriali articoli rubriche
Tempo instabile
Elaborare le previsioni è complesso e richiede l'incrocio di un'enorme quantità di dati. Ma a quelli verificati e ufficiali se ne stanno aggiungendo molti raccolti da meteorologi dilettanti, che possono rivelarsi imprecisi. Un problema che potrebbe trasformarsi in una grande opportunità secondo Luca Mercalli, presidente della Società Meteorologica Italiana. Come? «Stabilendo delle regole».
Un problema Mediterraneo
Preziosa risorsa Per tutti i PoPoli che abitano il suo bacino, è un delicato scrigno di biodiversità e uno strumento di regolazione del clima del Pianeta. ma oggi è a rischio, minacciato dall'inquinamento e dal sovrasfruttamento.
Un'idea rinnovabile
L'Italia ha un enorme patrimonio nascosto. Sotto le acque del Tirreno infatti c'è il più grande vulcano europeo, una fonte geotermica che potrebbe rivoluzionare la nostra politica energetica.
Cavalloni elettrici
Non solo geotermico: l'energia meccanica del moto ondoso produce una potenza che ingegneri in tutto il mondo stanno cercando di catturare. Arrivano i primi risultati, ma manca ancora una tecnologia di riferimento.
La stazione delle tartarughe
Cura le caretta caretta ferite o pescate per errore, studia i polpi e grazie a tre battelli oceanografici effettua e analizza circa 6mila campionamenti all'anno. È la Anton Dohrn di Napoli , struttura che grazie ai fondi dell'ONU e all'interessamento del presidente Napolitano continua a lavorare.
Miss Shark
Cristina Zenato, una delle più grandi esperte mondiali di squali, lavora in un centro ai Caraibi. Qui ha sviluppato un modo per avvicinarli, aiutare i ricercatori a conoscerli e insegnare a tutti che non sono poi così cattivi. Basta saperli prendere.
L'ignoto spazio profondo
Nel 1960 l'uomo arrivò, per pochi istanti, nel punto più profondo del pacifico. Adesso un sottomarino privato tornerà nella Fossa delle Marianne. Per vincere una sfida e raccogliere molti dati inediti.
Clipperton, l'isola che non c'e
Un atollo deserto, a 500 miglia dalle coste del Messico è la meta di una crociera di 18 giorni. In esclusiva per NEWTON, il diario di chi ha avuto la possibilità di visitare un luogo dalle caratteristiche uniche.
Un uomo chiamato balena
Herbert Nitsch con una slitta speciale si immerge fino ai -214 metri, una profondità incredibile per un essere umano, ma del tutto normale per un cetaceo, abituato a raggiungere distanze dieci volte maggiori.
Sotto lo schermo
È il set di tante scene spettacolari, sebbene pochi registi l'abbiano descritto con fedeltà. Per chi non fa diving o non ha un sottomarino in garage, una piccola guida per farsi comunque stregare dall'oceano.
editoriali articoli rubriche
Un telescopio in tasca
Ogni giorno esplodono stelle più grandi del nostro sole e si accendono nuove galassie. Una nuova applicazione, Fermi Sky, permette di seguire le evoluzioni energetiche dell'universo e in particolare gli aggiornamenti della missione Fermi.
Una storia atomica
Dagli elettroni ai protoni, dai neutroni ai quark. Passando per la particella X scoperta recentemente al Fermilab di Chicago e la caccia al bosone di Higgs dei ricercatori di LHC. Un secolo dopo il modello di Rutherford, la natura della materia nasconde ancora fondamentali misteri da indagare.
2012, non è la fine del mondo
Secondo il calendario Maya, il 21 dicembre dell’anno prossimo terminerà un ciclo temporale durato quasi due milioni di giorni. Nulla di eccezionale, se non fosse che molti hanno sfruttato la cosa per alimentare l’idea che l’evento coincida con una sorta di apocalisse. A confutare il fatto che, se dovesse accadere, di certo non sarà a causa di un evento astronomico, è l’autorevole voce di Jocelyn Bell Burnell, intervenuta sull’argomento alla Royal Society.
editoriali articoli rubriche
Un’università piuttosto “singolare”
Il futuro non è mai stato così vicino, è questo lo slogan che riassume la filosofia della Singularity University di Mountain View, che conta sulla tecnologia per risolvere i problemi dell’umanita.
Parto tranquilla
Dalla Amolab di Lecce un dispositivo a ultrasuoni in grado di monitorare lo stato della madre e del bambino. Per aiutare i medici e diminuire i cesarei.